|
Un po' di Storia
Le origini ed il nome
vengono fatte risalire agli etruschi (Nursia era la dea
della fortuna), ma la presenza dell'uomo viene
registrata fin dal paleolitico e diversi reperti
archeologici, databili a tutto il periodo fra il IX ed
il II secolo A.C., dimostrano l'antica vitalità del
luogo.
I Romani se ne
interessarono e la conquistarono nel 290 a.c ed i
Nursini divennero cittadini Romani nel 268 a.c.. Di Roma
fu amica e nemica e da Norcia partirono milizie
destinate a Scipione l'Africano, ma fu anche depredata
da Ottaviano Augusto.
A Roma era apprezzata per
i prodotti agricoli quali navoni e rape, ma era
"sorvegliata" per l'eccessivo spirito di indipendenza:
ebbe una propria organizzazione locale che si mantenne
anche quando il municipio venne gestito da un prefetto
romano. Molti erano inoltre i culti religiosi
dell'epoca e fra questi spiccava una significativa
presenza ebraica.
Importanti famiglie romane
furono i Sertori, i Plozi, i Peducei, i Cuzi e i Vespasi
(alla quale apparteneva Vespasia Polla, madre
dell'imperatore Vespasiano).
Il Cristianesimo fece la
sua comparsa nel III secolo con l'evangelizzatore s.
Feliciano ed il primo vescovo nursino appare alla fine
del V secolo. Verso il 480 vi nacquero i santi Benedetto
(fondatore dell'ordine dei Benedettini e patrono
d'Europa) e Scolastica, sua sorella gemella.
Dopo la distruzione nel
572 da parte dei Longobardi e fino al 1200, Norcia quasi
scompare dalla storia, ma nei
secoli XIII e XIV avviene la massima espansione
territoriale ed economica del Comune basata sul
commercio, sull'industria armentizia,
sulla manifattura tessile e
sull'artigianato, ed aumentano inevitabilmente i
contrasti, per il controllo politico, con le autorità
ecclesiastiche e con Spoleto . Tuttavia, Norcia si
mantenne fedele alla Chiesa ed al partito Guelfo
Gradualmente riconquista il territorio compreso tra il
fiume Nera ed il Tronto (Via Salaria), arrestandosi
tuttavia davanti a Cascia e Visso, nuove concorrenti che
non aveva precedentemente conosciuto.
Si alternarono quindi
diverse forme di governo della città (il Rettore del
Ducato, il Capitano della Montagna, la magistratura
podestarile, il Capitano del Popolo), ma
la
nobiltà non riuscì mai ad esprimere una forma di
signoria, contrariamente a quanto si verificò in altri
centri delI'Umbria e delle Marche.
Nel
XV secolo cominciò invece un lungo periodo di decadenza
e Norcia perse quasi tutto il territorio anche a causa
dei pessimi rapporti con la chiesa:
Paolo
II
ebbe a definire i Nursini "i più cativi
homini del mondo". Nel 1467 i Nursini si trovarono
contro sia l'esercito pontificio che le squadre inviate
da re di Napoli: capitolò e dovette accettare per la
prima volta un governatore apostolico. Nel 1554 venne
quindi costruita sul vecchio palazzo del podestà, ormai
anacronistico simbolo d'indipendenza, la Castellina,
residenza del governatore apostolico,
Nel
1569 venne istituita la Prefettura della Montagna, che
portò con se i presidi giudiziari, amministrativi e
militari, dette nuovo lustro alla città.:
Norcia divenne quindi capoluogo di un
piccolo stato a cavallo tra Marche e Umbria.
Verso
la fine del 500 la situazione economica si era
nuovamente risollevata ed erano particolarmente attive
la lavorazione della lana, la tintoria e la sartoria.
Altri mestieri praticati, e citati nelle fonti storiche,
oltre all'agricoltura, erano il castraporci, il cuoco,
il chirurgo, il macellaio ed il chiavaro (fabbro).
Era inoltre praticata dai nobili la caccia all'orso.
All'inizio del '600 Norcia contava all'interno delle
mura 1200 abitazioni che arrivavano a 4.300 con le
frazioni, per un totale di circa 18.000 abitanti. Era
divisa in 5 parrocchie, ed annoverava 3 conventi
maschili dentro le mura e 4 fuori delle mura, 6
monasteri di monache, 4 ospedali, 8 confraternite con
altrettanti oratori e circa 1200 adepti,10 collegi delle
arti, 8 osterie grosse con alloggio, circa 100 chiese
nel distretto di cui 5 pievi.
Anche
l'attività culturale venne incrementata e si ebbero
buone scuole pubbliche, un teatro, un'attività musicale,
un'accademia letteraria, ed una più marcata attenzione
verso le memorie del passato. Molti artisti di Roma,
Firenze e Napoli realizzarono le loro opere anche nei
villaggi più sperduti della montagna.
Nel
700 si ebbe un nuovo periodo di crisi determinato dai
due micidiali terremoti del 1703 e del 1730 che rasero
al suolo sia la città che le frazioni ed i castelli.
Norcia non seppe però neanche adeguarsi alla nuova
rivoluzione industriale rendendosi poco competitiva con
altre zone le cui merci potevano ormai facilmente
diffondersi grazie ai progressi della viabilità. Nel
1781 Norcia, in piena crisi, aveva 351 abitazioni (813
con le frazioni) e 1500 abitanti (8000 con le frazioni)
ed i lanifici rimasti erano solo due (contro i 17 di
inizio secolo)
Tuttavia, con la ricostruzione postsismica, le chiese
vennero rinnovate le mura, le vie, le piazze e le
fontane. Si costruì un nuovo teatro
e si rinnovarono le istituzioni. Era inoltre famosa in
tutte le corti Europee la ricchezza di professioni:
i cerusici-castratori esperti nell'arte della litotomia,
dell'oculistica e dell'erniotomia ai quali dovettero la
fortuna non pochi castrati-tenori e numerose casate del
Preciano; la Norcineria, fama che perdura ancora ai
nostri giorni; il mestiere di facchini delle dogane
esercitato da secoli in Toscana dagli abitanti di Abeto,
Todiano e Campi; gli abitanti di Triponzo e di Cerreto,
si erano specializzati negli appalti delle questue
religiose girovagando per mezza Europa; il commercio.
Norcia, nel suo storico spirito di indipendenza, guardò
con favore alla Rivoluzione Francese, ma fu
inevitabilmente vittima della successiva restaurazione
pontificia. Anche le guerre di indipendenza italiani,
dal 1830 al 1860, videro la partecipazione dei liberali
Nursini, ma per Norcia non fu un periodo felice e si
registrano una carestia nel 1854, un'epidemia di colera
nel 1855, ed un terremoto nel 1859, di cui resta una
foto, che demolì il 90% delle abitazioni.
Il 18
settembre 1860 un entusiastico plebiscito sancì
l'annessione dell'Umbria al Regno d'Italia e la fine del
potere dei papi. Giovani Nursini combatterono con
Garibaldi, contro gli Austriaci, nella conquista di Roma
e nella battaglia di Dogali.
Successivamente si ebbe un ammodernamento urbano con la
realizzazione di varie opere pubbliche : porta Romana,
il corso, il monumento a s. Benedetto, il teatro civico,
la scalinata e il prospetto del palazzo comunale, il
campanile di S. Maria, il mattatoio, un nuovo acquedotto
e le strade per Ascoli (Forche Canapine) e per
Cittareale.
Era
inoltre giunta la corrente elettrica e il 12 ottobre
1902 veniva inaugurato tra Spoleto e Norcia il primo
servizio pubblico italiano di automobili a vapore. Ma la
maggior parte della popolazione versava in uno stato di
grande miseria e all'inizio del 1900 circa 500 Nursini
emigrarono in America.
La
prima guerra mondiale fece inoltre molte vittime fra i
giovani Nursini, tuttavia nel 1923 venne inaugurata una
sezione della cattedra ambulante di agricoltura di
Spoleto (per aiutare la razionalizzazione
dell'agricoltura ed affermare i principi della
cooperazione) e nel 1926 fu inaugurata la ferrovia
elettrica Spoleto-Norcia (operativa
fino al 1968)
che
andò a sostituire il servizio di automobili a vapore.
Il
dopoguerra vede l'emigrazione in tutta Italia, ma in
particolare verso Roma, di altri Nursini, ma la
situazione socio-economica della città è andata
migliorando e, per la prima volta nella sua storia, un
terremoto, quello del 1979, grazie ad i contributi
ricevuti, ha dato maggior vigore allo sviluppo.
Norcia, ormai totalmente ricostruita, conta circa 5000
abitanti (frazioni comprese) e con l'istituzione del
Parco Nazionale dei Monti Sibillini (1989) ha
validamente intrapreso la carriera di città turistica
con una variegata offerta Naturalistica, Sportiva e
Culturale, sia Estiva che Invernale.
|